Nato a Pavia nel 1920, Mattia Moreni è stato uno degli artisti più radicali e sperimentali del Novecento italiano. Partigiano, membro del Gruppo degli Otto, protagonista dell’Informale europeo, anticipa con ironia e inquietudine le metamorfosi dell’umanità moderna. Dalle angurie ai cyborg, la sua arte è una corsa lucida verso il futuro.


Mattia Moreni

“spiritato, diabolico, lunatico, irrazionale, capriccioso, bizzarro, giovane pittore di spigliata fantasia ed orgogliosi intenti.”

– Italo Calvino

Moreni è stato un artista che ha usato la pittura come strumento di pensiero critico e di inquietudine lucida. Non ha mai cercato uno stile, ma una visione. Ha attraversato le correnti senza mai farsi contenere, reinventando continuamente il proprio linguaggio per interrogare l’essere umano, il suo corpo, la sua deriva, il suo destino. Nessuna forma gli è mai bastata.

LA BIOGRAFIA


1920-1952

Gli esordi e la ricerca
del segno

Nato a Pavia nel 1920, Moreni si forma a Torino e partecipa alla Resistenza. Le prime opere risentono dell’espressionismo nordico, poi si avvicina al postcubismo e all’astrazione. Nel 1951 entra nel “Gruppo degli Otto”, diventando protagonista della scena artistica italiana.

1920-1952

Gli esordi e la ricerca
del segno

Nato a Pavia nel 1920, Moreni si forma a Torino e partecipa alla Resistenza. Le prime opere risentono dell’espressionismo nordico, poi si avvicina al postcubismo e all’astrazione. Nel 1951 entra nel “Gruppo degli Otto”, diventando protagonista della scena artistica italiana.

1920-1952

Gli esordi e la ricerca
del segno

Nato a Pavia nel 1920, Moreni si forma a Torino e partecipa alla Resistenza. Le prime opere risentono dell’espressionismo nordico, poi si avvicina al postcubismo e all’astrazione. Nel 1951 entra nel “Gruppo degli Otto”, diventando protagonista della scena artistica italiana.

1920-1952

Gli esordi e la ricerca
del segno

Nato a Pavia nel 1920, Moreni si forma a Torino e partecipa alla Resistenza. Le prime opere risentono dell’espressionismo nordico, poi si avvicina al postcubismo e all’astrazione. Nel 1951 entra nel “Gruppo degli Otto”, diventando protagonista della scena artistica italiana.

MORENI E LA ROMAGNA


Un legame profondo unisce Mattia Moreni alla Romagna, terra che ha segnato la sua vita e la sua arte. Nato a Pavia e formatosi in Piemonte, Moreni trova rifugio in Romagna durante la Resistenza, stabilendosi tra Brisighella, Cotignola e Lugo. Dopo la guerra, vive a Russi, dove nasce un rapporto viscerale con il territorio: qui lavora, sperimenta, riflette.

Pur affermandosi a livello internazionale, con soggiorni parigini e mostre in tutto il mondo, Moreni torna sempre in Romagna, tra Palazzo San Giacomo e le colline di Brisighella, dove sceglie di ritirarsi negli anni ’60, in rottura con il mercato dell’arte. Qui dà vita a cicli fondamentali come la Regressione della specie e i celebri autoritratti, lasciando un segno indelebile anche in luoghi come Santa Sofia, Faenza e Ravenna.

La Romagna non è solo sfondo, ma parte integrante della sua poetica: è qui che Moreni trova l’energia per ribaltare
i linguaggi dell’arte, interrogare l’umano e anticipare
il futuro.

Bagnacavallo
Brisighella
Forlì – Ravenna
Santa Sofia